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Diabete e ipoglicemia, i benefici del monitoraggio continuo PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Febbraio 2018 12:37
Diabete e ipoglicemia, i benefici del monitoraggio continuo
Migliora la consapevolezza e riduce la gravità dell’ipoglicemia
 
Diabete 139447/2/18 - I pazienti affetti da diabete di tipo 1 rischiano spesso episodi di ipoglicemia. Per scongiurarli pare efficace il monitoraggio glicemico continuo (CGM) in tempo reale, secondo uno studio apparso sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.
Micheal Rickels, ricercatore presso l’Università della Pennsylvania di Philadelphia e coordinatore dello studio, spiega: «Questa popolazione di pazienti è a rischio aumentato di ipoglicemia grave a causa di difetti negli ormoni convolti nella controregolazione glicemica e nel riconoscimento dei sintomi stessi dell'ipoglicemia, in parte mediati dall'esposizione prolungata all'ipoglicemia».
Gli scienziati hanno verificato la possibilità che l’utilizzo del CGM possa migliorare la consapevolezza dei pazienti e la controregolazione glicemica.   
Il parametro è stato valutato attraverso la produzione endogena di glucosio studiando longitudinalmente 11 pazienti, diabetici da circa 30 anni, prima dell'inizio di CGM e in seguito a sei e 18 mesi, confrontandoli con 12 controlli non diabetici.
I dati indicano che nei pazienti con diabete di tipo 1 la consapevolezza (punteggio di Clarke) e la gravità (punteggio HYPO ed eventi gravi) dell'ipoglicemia sono migliorate senza variazioni dell'emoglobina glicata. 
In risposta all'ipoglicemia indotta dall'insulina, la produzione endogena di glucosio non ha invece mostrato cambiamenti a 6 mesi dal basale (0,42 ± 0,08 rispetto a 0,54 ± 0,07 mg/kg/min), tuttavia è migliorata dopo 18 mesi (0,84± 0,15 mg/kg/min), anche se è rimasta inferiore rispetto ai controlli (1,39 ± 0,11 mg/kg/min). 
«La CGM in tempo reale può migliorare la consapevolezza e ridurre l'onere clinico dell'ipoglicemia in pazienti con diabete di tipo 1 di vecchia diagnosi. Questi effetti possono in parte essere correlati al miglioramento della risposta della produzione endogena del glucosio in risposta all'ipoglicemia insulino-indotta, tuttavia da questo studio emerge la persistenza di difetti della controregolazione glicemica e pertanto la necessità di approcci alternativi per raggiungere un recupero dei meccanismi di protezione all'ipoglicemia», concludono gli autori.
Andrea Sperelli
 
 

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