Frase

Principiis obsta:

sero medicina paratur,

cum mala per longas

convaluere moras

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Stai attento all'inizio,

la medicina arriva tardi

perchè i mali si radicano

per i lunghi indugi



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Diabete ed Atto aziendale ASP Catanzaro 2012

L’associazione Diabete Due Mari esprime viva preoccupazione per la fruibilità e la qualità dell’assistenza.

agosto 2012

Un pò per l’alimentazione  moderna più abbondante di zuccheri un pò per la vita più sedentaria ed i diversi stili di vita rispetto al passato, il diabete comincia ad evidenziarsi anche tra i più giovani ed i nascituri ed è ormai stato comprovato che  diventerà la malattia del secolo tant’è che quanti affetti da questa  patologia sono in costante incremento.

L’Associazione Diabete “Due Mari”, che nasce e fa capo nel Centro di Diabetologia dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro, dove fino ad ora ha trovato risposte più che soddisfacenti a sostegno delle persone che vivono questa malattia, nella fattispecie rileva che l’ASP di Catanzaro con l’ultimo Atto Aziendale (presentato ufficialmente a Lamezia terme il 25 luglio u.s.) al fine di rispondere ai criteri del piano di rientro sollecitati dal tavolo Massicci e anche dal Commissario Straordinario Governatore Scopelliti, ha pensato di vanificare quanto creato negli anni nella nostra provincia con una capillare diffusione che ha anticipato quanto negli ultimi intendimenti del Governo e cioè di potenziare il territorio avvicinando la sanità al cittadino riservando all’ospedale solo i casi di effettiva urgenza.

La proposta dell’ Atto Aziendale viene emanata rispondendo alle esigenze del piano di rientro dal debito sanitario e non già ad un piano sanitario attento alle condizioni socioeconomiche del nostro territorio,  il cambiamento dell’offerta sanitaria avrebbe dovuto innanzitutto tenere ben ferma l’esigenza di assicurare il diritto alla salute nel novero delle necessarie ed inevitabili azioni di riorganizzazione, razionalizzazione e riordino dei servizi socio-sanitari, tese al contenimento della spesa ed al rientro dal debito.

Tra l’altro si spera che il prossimo passo non sia comunque il ridimensionamento della struttura diabetologica ospedaliera di Catanzaro  già penalizzata negli ultimi anni e sulla quale gravitano ad oggi circa 7000 utenti (!) - con conseguente grave disagio per questi ultimi i quali incomprensibilmente vengono da sempre considerati malati di serie B.

E’ inoltre risaputo come il diabete sia una malattia subdola che deve essere costantemente seguita e dai medici e dai pazienti stessi che facilmente possono –se ci si trascura- inficiare gravemente i valori glicemici che perdurando porterebbero alle gravi complicanze per la cure delle quali le spese sono considerevolmente superiori alla prevenzione e cura. Si rischia quindi di diminuire l’attenzione verso lo standard per poi spendere molto di più nella cura delle complicanze.

Con evidente disattenzione trascurando l’esigenza di assicurare il diritto alla salute il sistema decentrato di sostegno ai diabetici del territorio provinciale viene  cancellato costringendo tanti residenti in centri lontani dal capoluogo ad un triste calvario ogni qual volta si renderà necessario sottoporsi a controlli, anche di routine.  Ad esempio, è previsto che la struttura ospedaliera di Lamezia Terme, diventi una struttura aggregata a Medicina, mentre la Struttura Complessa  Territoriale (ex AS 7) con sede a Soverato  che fa capo a 14 ambulatori suddivisi in 3 distretti, dovrebbe ricondursi a Chiaravalle in una funzione detta “Centro di Diabetologia”.

 

Da “ASSISTENZA DIABETOLOGICA NELLA A.S.N.7” a cura di G. Pipicelli, L. Mustara, G. Angotzi, T. Colosimo, R. Guarnirei,  A. Parottino, I. Pinto  di U.O Complessa di Diabetologia e Dietologia Territoriale A.S.n.7 Catanzaro -Direttore Dott. Giuseppe Pipicelli

 

Si cita testualmente: “L’U.O. Complessa di Diabetologia e Dietologia Territoriale che, attualmente è, per estensione, la più grande d’Italia a direzione unica ed abbraccia tutto il territorio della A.S. n.7 con 14 ambulatori ed una collaudata attività domiciliare che ha lo scopo di ridurre i ricoveri incongrui e non allontanare i pazienti dal loro habitat naturale. Tale modalità d’assistenza che ha avuto il privilegio , per la sua originalità e peculiarità, di essere pubblicata nel 2001 sulla prestigiosa rivista “IL GIORNALE ITALIANO DI DIABETOLOGIA E METABOLISMO” è stata anche valutata da altre aziende sanitarie italiane che la hanno approvata e adattata alle loro esigenze (Az .Osp. di Asti per es.). La capillarizzazione dell’assistenza aveva anche lo scopo di ridurre e/o prevenire le complicanze croniche della malattia diabetica che riducono l’aspettativa di vita media del paziente diabetico e inducono un impegno significativo di risorse”.

La proposta dell’Atto Aziendale - lo strumento di autogoverno dell’Azienda Sanitaria – aumenta, dunque, in maniera esponenziale, le preoccupazioni relative all’impoverimento dei servizi socio-sanitari di Catanzaro in favore dei diabetici. Interventi sicuramente necessari ma che, se non equilibratamente misurati, non faranno altro che invalidare quella rete che è stata in questi anni un punto di riferimento per i diabetici del comprensorio.

E’ opportuno far notare che il diabete mellito insieme alle patologie cardiovascolari e alle patologie oncologiche sono i cardini del Piano Nazionale di Prevenzione voluto dall’Accordo Stato Regioni del 22 marzo del 2005 ed espletatosi negli anni nel Progetto IGEA  che vedeva per disposizione regionale, in una delle strutture diabetologiche e cioè la diabetologia territoriale dell’A.S.P. di Catanzaro la struttura pilota in quanto rispondeva ai criteri del disease management.

Dalla delibera regionale del 2005 “PROGETTO PER LA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE DEL DIABETE (Disease Management del Diabete), pag.8:

Il progetto prenderà avvio da due AASSLL del territorio calabrese e cioè l’ASL 7 di Catanzaro e l’ASL 11 di Reggio Calabria. L’ASL n. 7 di Catanzaro, ed in particolare dall’Unità Operativa di Diabetologia Territoriale del Distretto di Soverato risulta essere, al momento, l’unica in Calabria diretta da un Direttore di struttura complessa ed organizzata tenendo conto di molte delle indicazioni relative al Disease Management del Diabete (gestione territoriale integrata con tutte le figura coinvolte nella problematica, primi fra tutti i MMG). Il progetto si estenderà alle AASSLL n. 7 di Catanzaro e n. 11 di Reggio Calabria nel primo anno ed entro il secondo anno sarà implementato nelle restanti AASSLL della Calabria. L’U.O. di diabetologia di Soverato sarà costituita dall’insieme di uno o più servizi di diabetologia, dai medici di medicina generale operanti sul territorio e dal servizio distrettuale dell’ASL territorialmente competente. 

In base all’atto aziendale la cardiologia e l’oncologia sono giustamente potenziate (proprio per il Piano Nazionale di Prevenzione); il terzo braccio, la diabetologia, non solo non è potenziata ma mortificata.

In più interviste il Ministro Balduzzi, parlando della razionalizzazione delle strutture , ha posto come metro i volumi di attività. Nella nostra provincia vengono assistiti dalle strutture ASP circa 15.000 pazienti annui per un totale di circa 40.000 prestazioni annue.

Come mai in questo caso specifico questo metro non è stato applicato?

Da dire, inoltre, che la diabetologia è una delle poche specialità per le quali si è quasi riuscito ad azzerare l’emigrazione sanitaria verso altre regioni grazie ad un continuo lavoro degli operatori che oggi si  vedono avviliti dopo aver costruito negli anni un lungo e difficile processo di fidelizzazione nonché il lavoro di team che con l’ Atto aziendale potrebbe essere vanificato riportando l’assistenza diabetologia indietro di oltre 20 anni.

L’Associazione non intende soffiare sul fuoco di una inutile protesta, non c’è dubbio che riformare e sanare un sistema come la Sanità calabrese comporta difficoltà e sacrifici enormi per le quali, è successo, purtroppo, che sono stati proposti atti per i quali era forse necessario un opportuno confronto con le parti sociali.

Per queste ragioni, la nostra proposta è di sospendere alcune decisioni e di aprire un tavolo di confronto che possa, con trasparenza ed equilibrio, contribuire al progetto di risanamento del servizio sanitario provinciale senza scaricare prevalentemente i costi sui cittadini di ogni età portatori di una patologia subdola e pericolosa.

 

Diabete Due Mari
   Il presidente
Luciano Ventura

 

 

 

 

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