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Occhio al diabete, bastano cinque anni per il declino cerebrale degli anziani

17/12/18 L'associazione europea per lo studio del diabete (EASD) pubblica una nuova significativa ricerca sugli effetti del diabete negli anziani, un problema che riguarda quasi cinque milioni di italiani.

sintomi-demenza-senileIl collegamento tra diabete di tipo 2 e l'aumento del rischio di demenza e altre patologie cognitive era già stato individuato da molte ricerche, ma in questo nuovo studio i ricercatori dell'Università della Tanzania e della Monash University di Melobourne hanno voluto approfondire i collegamenti tra declino cognitivo e atrofia cerebrale, con la conseguente riduzione del numero di neuroni a livello dell'encefalo.

Lo studio ha coinvolto 705 persone tra i 55 e 90 anni, la metà delle quali diabetiche, che sono state sottoposte a risonanza magnetica e a valutazioni neuropsicologiche per un periodo di quasi 5 anni. I risultati, ordinati per età, sesso e fattori di rischio, hanno mostrato che negli anziani il diabete era associato a un calo della memoria verbale e della fluidità nell'arco di circa 5 anni. Un declino cognitivo così accelerato che, secondo i ricercatori, può contribuire all'insorgenza precoce di una forma di demenza.

La ricerca apre fronti importanti per la prevenzione che potrebbe rallentare il processo di deterioramento cognitivo, così come rendere più precise ed efficienti le terapie del diabete e del buon compenso glicemico.

http://www.facileanziani.it

 

 

 
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Chi ha il diabete può bere alcolici? Lo spiegano gli endocrinologi

Il consumo massimo deve essere rispettato al fine di evitare l'ipoglicemia. Come comportarsi, quindi, a Natale?

diabete-alcolinfinitynews.it Federica Vitale - 18 Dic 2018  Quanti carboidrati ci sono in un bicchiere di champagne? E in un bicchiere di vino? Per coloro che hanno il diabete, questo è uno dei problemi che sorgono nei periodi in cui è più facile stare insieme, in particolare con l'approccio delle vacanze. Questo perché le bevande alcoliche sono composte da carboidrati vuoti, senza sostanze nutritive e hanno un alto contenuto calorico. Anche se possono causare un aumento della glicemia all'inizio, i livelli di glucosio nel sangue possono diminuire successivamente, il che può scatenare un'ipoglicemia tardiva.

L'American Diabetes Society raccomanda l'assunzione giornaliera massima di una bevanda per le donne e due per gli uomini, ogni dose è equivalente a 150 ml di vino (una tazza), 360 ml di birra (una lattina) o 45 ml di distillato.

Tuttavia, secondo alcuni endocrinologi, prima del consumo di bevande alcoliche è necessario controllare i livelli di glucosio nel sangue. "Il consumo di alcol è consentito solo se i livelli di glucosio nel sangue sono normali. Questo è fondamentale poiché i sintomi dell'ipoglicemia e dell'intossicazione da alcol sono molto simili", affermano. Quando si consuma alcol, questo dovrebbe avvenire insieme o dopo l'assunzione di cibo e l'eventuale aggiustamento delle dosi di insulina.

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Piorrea, familiarità in 8 pazienti su 10 ma non è una 'condanna'

piorrea18 dicembre 2018 Non è una condanna ma sicuramente avere familiari affetti da malattie parodontali, ovvero infiammazioni acute e croniche delle gengive, predispone a sviluppare la stessa condizione. La suscettibilità genetica interessa infatti la maggioranza dei pazienti che presentano la cosiddetta 'piorrea', circa il 70-80%, ma l'ereditarietà pesa in particolare per i casi più gravi. A fare chiarezza su una delle prime domande che le persone con questo problema fanno al proprio dentista è Nicola Marco Sforza, vicepresidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP).

La parodontite è un'infiammazione cronica delle gengive, causata principalmente dai batteri contenuti nella placca batterica e nel tartaro che si depositano sulle superfici dei denti. Questi batteri provocano l'infezione dei tessuti di gengiva e osso, fino a distruggerli lentamente nel corso degli anni, provocando, di conseguenza la caduta del dente.

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