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Bere bevande dietetiche aumenta il rischio di ictus e infarto
di Marida Muscianese -  20 Febbraio 2019
bevande-dieteticheSappiamo che una dieta sbagliata può portare a problemi di salute indesiderati. Un recente studio americano afferma inoltre che bere due o più bevande dietetiche al giorno può aumentare il rischio di ictus ed infarto del 16%.
 
Il lato oscuro delle bevande dietetiche
E’ noto ormai che le bevande gassate e zuccherate fanno male alla salute, è bene limitarne il consumo se non proprio evitarlo definitivamente. Nonostante sul mercato siano presenti numerose varietà di bevande zuccherate a basso contenuto calorico per perdere peso, è bene sapere che neanche queste sono poi così più salutari di quelle zuccherate come si potrebbe pensare. Secondo i ricercatori, tali bevande sono associate a un più alto rischio di ictus e malattie cardiache.
 
Negli anni il consumo di bevande zuccherate, edulcorate o light, soft drink ed energy drink è aumentata esponenzialmente. Nonostante le diverse caratteristiche di queste bevande, tutte hanno in comune la responsabilità di aver incrementato l’obesità, il diabete, la sindrome metabolica e le malattie cardiovascolari.
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Presa in carico del paziente cronico, "partiti lentamente ma si va avanti"
 
A che punto siamo con la riforma della cronicità e la presa in carico del paziente cronico? A fare il punto della situazione il dottor Cornelio Turri, presidente dell'associazione medici di Legnano. 
 
La presa in carico del paziente cronico «è partita abbastanza in sordina - spiega Turri -, un po' perché il numero delle persone coinvolte era estremamente elevato. Certamente si va avanti e essere partiti lentamente è stato anche un vantaggio perché i tempi previsti per ogni presa in carico sono lunghi e inserire questo in una normale routine è un problema non indifferente anche dal punto di vista gestionale».
 
Ogni medico ha circa 500 pazienti cronici su un numero di 1500 assititi, «un carico di lavoro decisamente notevole. L'onda lunga poi credo che andrà avanti nel tempo, perché credo che sia il modo corretto per gestire un paziente cronico». Ma cosa significa in concreto prendersi in carico di un paziente con una malattia cronica, come per esempio ipertensione o diabete? «Il medico gestore, di solito il medico di medicina generale ossia chi conosce meglio il paziente, in collaborazione con gli specialisti di riferimento, stende un piano terapeutico e di programmazione, ritagliato su quelle che sono le patologie e le esigenze della singola persona. Ci saranno quindi esami del sangue, piuttosto che esami strumentali, oppure visite specialistiche, scandite su un calendario in funzione della patologia del paziente. Nulla vieta certo che il piano possa, in corso d'opera, essere modificato perché può esserci un evento nuovo che può stravolgerlo in parte o del tutto». 
 
Il dottor Turri rassicura in ogni caso chi ancora non è stato "preso in carico", perchè "l'arruolamento" da parte dei medici di base prosegue. 
 
(Manuela Zoni - http://www.legnanonews.com)
 
 
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Sindrome metabolica: cos’è, sintomi e come evitarla
Condizione di elevato rischio cardiovascolare, la sindrome metabolica deve essere tenuta sotto controllo per prevenire diabete e ictus
 
Sindrome-metabolica217 gennaio 2019 - Col termine “sindrome metabolica“, più che indicare una singola patologia, si indica una condizione ad elevato rischio cardiovascolare che aumenta la possibilità di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari e malattie cerebrali come l’ictus. Perché “metabolica”? Perché si riferisce ai processi biochimici coinvolti nel normale funzionamento del corpo, sebbene diversi siano i nomi con cui è nota: sindrome X, sindrome da insulino-resistenza, sindrome dismetabolica.
 
Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di sviluppare diabete cinque volte maggiore rispetto ad una persona che non ne soffre, mentre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari è maggiore di due volte. Ecco dunque che prevenirla, e riconoscere i suoi sintomi, è fondamentale. Sono cinque, gli “indizi” che conducono ad una sua diagnosi:
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Testosterone basso: 5 sintomi da tenere sotto controllo
 
Non tutti sanno che il testosterone aumenta la densità ossea, incrementa il livello di colesterolo buono ed abbassa i livelli di quello cattivo
 
capelli-testosteroneE’ l’ormone maschile per eccellenza, gli uomini ne possiedono un livello 20 volte superiore alle donne. E ne hanno bisogno. A partire dallo stato embrionario, il testosterone è responsabile dello sviluppo dell’apparato genitale maschile. Durante la pubertà aumenta, provocando la crescita del pene e dei testicoli, i primi peli, il cambio nel tono della voce, il tono muscolare, la forza e la massa corporea.
 
La sua influenza su altri aspetti della salute. Oltre a connotare la mascolinità, il testosterone svolge nell’organismo numerose altre funzioni di grande importanza per l’equilibrio e la salute dell’individuo.
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