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Principiis obsta:

sero medicina paratur,

cum mala per longas

convaluere moras

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Stai attento all'inizio,

la medicina arriva tardi

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Presa in carico del paziente cronico, "partiti lentamente ma si va avanti"
 
A che punto siamo con la riforma della cronicità e la presa in carico del paziente cronico? A fare il punto della situazione il dottor Cornelio Turri, presidente dell'associazione medici di Legnano. 
 
La presa in carico del paziente cronico «è partita abbastanza in sordina - spiega Turri -, un po' perché il numero delle persone coinvolte era estremamente elevato. Certamente si va avanti e essere partiti lentamente è stato anche un vantaggio perché i tempi previsti per ogni presa in carico sono lunghi e inserire questo in una normale routine è un problema non indifferente anche dal punto di vista gestionale».
 
Ogni medico ha circa 500 pazienti cronici su un numero di 1500 assititi, «un carico di lavoro decisamente notevole. L'onda lunga poi credo che andrà avanti nel tempo, perché credo che sia il modo corretto per gestire un paziente cronico». Ma cosa significa in concreto prendersi in carico di un paziente con una malattia cronica, come per esempio ipertensione o diabete? «Il medico gestore, di solito il medico di medicina generale ossia chi conosce meglio il paziente, in collaborazione con gli specialisti di riferimento, stende un piano terapeutico e di programmazione, ritagliato su quelle che sono le patologie e le esigenze della singola persona. Ci saranno quindi esami del sangue, piuttosto che esami strumentali, oppure visite specialistiche, scandite su un calendario in funzione della patologia del paziente. Nulla vieta certo che il piano possa, in corso d'opera, essere modificato perché può esserci un evento nuovo che può stravolgerlo in parte o del tutto». 
 
Il dottor Turri rassicura in ogni caso chi ancora non è stato "preso in carico", perchè "l'arruolamento" da parte dei medici di base prosegue. 
 
(Manuela Zoni - http://www.legnanonews.com)
 
 
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Sindrome metabolica: cos’è, sintomi e come evitarla
Condizione di elevato rischio cardiovascolare, la sindrome metabolica deve essere tenuta sotto controllo per prevenire diabete e ictus
 
Sindrome-metabolica217 gennaio 2019 - Col termine “sindrome metabolica“, più che indicare una singola patologia, si indica una condizione ad elevato rischio cardiovascolare che aumenta la possibilità di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari e malattie cerebrali come l’ictus. Perché “metabolica”? Perché si riferisce ai processi biochimici coinvolti nel normale funzionamento del corpo, sebbene diversi siano i nomi con cui è nota: sindrome X, sindrome da insulino-resistenza, sindrome dismetabolica.
 
Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di sviluppare diabete cinque volte maggiore rispetto ad una persona che non ne soffre, mentre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari è maggiore di due volte. Ecco dunque che prevenirla, e riconoscere i suoi sintomi, è fondamentale. Sono cinque, gli “indizi” che conducono ad una sua diagnosi:
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Testosterone basso: 5 sintomi da tenere sotto controllo
 
Non tutti sanno che il testosterone aumenta la densità ossea, incrementa il livello di colesterolo buono ed abbassa i livelli di quello cattivo
 
capelli-testosteroneE’ l’ormone maschile per eccellenza, gli uomini ne possiedono un livello 20 volte superiore alle donne. E ne hanno bisogno. A partire dallo stato embrionario, il testosterone è responsabile dello sviluppo dell’apparato genitale maschile. Durante la pubertà aumenta, provocando la crescita del pene e dei testicoli, i primi peli, il cambio nel tono della voce, il tono muscolare, la forza e la massa corporea.
 
La sua influenza su altri aspetti della salute. Oltre a connotare la mascolinità, il testosterone svolge nell’organismo numerose altre funzioni di grande importanza per l’equilibrio e la salute dell’individuo.
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Scoperti nuovi batteri del corpo umano: nuove frontiere di studio per obesità, diabete e tumori
Aggiornato il catalogo dei batteri del corpo umano: l'aumento di malattie croniche come obesità, diabete e tumori potrebbe trovare nuove cause
 
batteri17 Gennaio 2019 - E’ stato aggiornato il catalogo dei batteri del corpo umano, in seguito ad un nuovo censimento: dalle circa 1.500 specie note fino a questo momento, ora ne comprende quasi 5.000 specie e molte di queste, circa il 77%, erano finora sconosciute; altre ancora, alcune centinaia, sono distribuite in modo diverso nelle popolazioni, a seconda del grado di industrializzazione. La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell, è guidata dall’Italia, con il gruppo di bioinformatica dell’Università di Trento coordinato da Nicola Segata ed Edoardo Pasolli. Sommando alle indagini genetiche e microbiologiche tradizionali, le analisi basate sui big data, i ricercatori italiani hanno studiato quasi 10.000 campioni di batteri prelevati in tutti i continenti, ricavati in gran parte da banche dati pubbliche.
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